I cent’anni del chewingum
A voler strafare servono quattordicimila dollari. Se ci si accontenta, però, si può spendere qualcosa in meno. E con un po’ di fantasia, si può perfino considerare un affare: per circa 25 milioni di vecchie lire si riesce ad ottenere non un solo chewingum, ma un intero lotto di gomme “premasticate” dalla cantante americana Britney Spears. Quelle, dicono, che la popstar ha addentato durante la lavorazione del video di “Toxic”. Titolo e testo della canzone certo non incoraggiano l’acquisto dell’usato: “toxic”, infatti, sta per velenoso e il brano si chiude con le parole “sono intossicata adesso”. Sarà il caso, quindi, di affidarsi a una normalissima confezione di gomme ancora da masticare per festeggiare il centenario dell’invenzione del chewingum. Un secolo esatto, era il 1906, è trascorso, infatti, da quando lo statunitense Frank Henry Filler brevettò la bubble-gum, la gomma da masticare morbida, destinata all’epoca a rivelarsi un clamoroso flop: troppo appicicaticcia. Nonostante questo insuccesso, e a dispetto di altri padri nobili ai quali l’intuizione che l’umanità avrebbe gradito masticare gomma viene attribuita (dagli antichi Maya al solito farmacista americano), Filler è considerato il vero inventore del chewingum, come noi lo conosciamo. O, più precisamente: come pensavamo di conoscerlo. E sì, perché da fratello più giovane e sbarazzino della caramella, che procurava piacere non solo nell’addentarlo ma anche nel soffiarci dentro per ricavarne palloncini, il chewingum, come spiegano dall’ufficio marketing della Perfetti, uno dei maggiori produttori mondiali, “da prodotto edonistico è diventato un prodotto per così dire “funzionale”: contribuisce all’igiene orale, riduce la tensione e lo stress (non a caso tra i consumatori più incalliti ci sono gli sportivi), e nell’ultimo periodo, con l’imposizione del divieto di fumo in uffici e luoghi pubblici, ha sostituito sempre più la sigaretta”.
Quest’ultimo compito, in realtà, è stato assegnato al confetto da masticare già nel 1978, quando fecero la loro comparsa le prima gomme alla nicotina, destinate a non far entrare in crisi di astinenza i fumatori pentiti.
Diciott’anni ed è preistoria: già oggi è pronto il Viagra sotto forma di confetti da masticare che potrà essere prodotto e commercializzato solo nel 2011, anno di scadenza del brevetto della salvifica pillola. Il che potrebbe produrre, oltre che evidenti benefici sull’ars amatoria dei pazienti, apprezzati effetti sull’indotto odontoiatrico, dovendo gli arzilli destinatari del farmaco necessariamente provvedere a darsi una sistematina a ponti e protesi.
Intanto, in Giappone, un’azienda ha messo in commercio una gomma che potrebbe mettere in ginocchio il primato del silicone: masticarla aumenterebbe e alzerebbe contemporaneamente il seno. A Tokyo già va a ruba. Duecento tavolette costano solo trenta euro e la B2Up, l’azienda produttrice, sostiene che “su dieci donne che hanno utilizzato dieci tavolette al giorno per un mese, ben nove hanno avuto il seno incrementato di una o due taglie”. Tra le controindicazioni, la possibilità che il seno ritorni tale e quale dopo il sesto mese, e si renda necessario così ripetere praticamente all’infinito la pratica ruminatoria.
Per ora, quindi, dovremo accontentarci degli unici benefici certi, quelli per i denti, dovuti principalmente allo xilitolo, un elemento che in natura è contenuto in pere, fragole e prugne. “L’utilità dello xilitolo nella prevenzione della carie è ormai universalmente riconosciuto”, dice il dottor Franco Bruno, segretario culturale generale e responsabile prevenzione dell’Andi, l’associazione nazionale dei medici dentisti italiani. “Masticare gomma con xilitolo”, spiega ancora Bruno, “riducendo gli attacchi degli acidi, elimina la placca e rimuove i residui di cibo, mentre studi americani dimostrerebbero che proprio la masticazione di chewingum, più che lo stesso xilitolo, aiuterebbe in alcune infezioni come le otiti che in alcuni casi nascono dal cavo orale”. Chewingum promosso a pieni voti, allora? “Attenzione”, avverte il medico dentista, “non mastichiamone più di due o tre al giorno per evitare l’affaticamento dell’articolazione della bocca, e ai bambini diamolo solo dopo i 4-5 anni”.
Tutto sommato, dovremo quindi convincerci che masticare gomma faccia bene alla salute. Tanto da aumentare la memoria, secondo uno studio del 2003 dell’Università di Northumbria (Gran Bretagna):”E’ stato provato che durante la masticazione il battito cardiaco aumenta e viene prodotta più insulina che, agendo su recettori situati nella zona cerebrale dell’ippocampo, stimola questa struttura cruciale per la memoria”, fu il responso degli scienziati britannici. Su un campione di 75 volontari, i soli 25 che avevano masticato gomma durante l’esperimento mostravano “memoria breve e a lungo termine superiore del 35 per cento” rispetto a chi aveva solo mimato il gesto e a chi non aveva fatto nulla. Lo studio era finanziato, visto che si parla di memoria giova ricordarlo, da un’azienda produttrice di dolcificanti.
Un ricercatore americano della Mayo Clinic, James Levine, è andato oltre: ha avuto l’idea di calcolare quante calorie si bruciano masticando un chewingum. Arruolati sette temerari volontari, li ha costretti a masticare al ritmo di un metronomo: cento masticate al minuto, per dodici minuti. Il risultato ottenuto ha confermato la sua intuizione, nata dall’osservazione dei ruminanti che bruciano circa il 20 per cento del loro introito calorico grazie proprio alla masticazione. Anche il metabolismo umano, grazie al chewingum, aumenterebbe del 20 per cento per un consumo di 11 calorie all’ora. “Dieci chili in dodici gomme (al giorno)” potrebbe presto fare la comparsa sul grande schermo.
Come per tutte le invenzioni, anche nel caso delle gomme da masticare, insieme alla gioia per i denti e il palato (e il fatturato delle aziende: 700 milioni di euro solo l’italiana Perfetti), sono arrivati i dolori. E non sono pochi. Ai primi posti in classifica il massacro delle più elementari regole della buona educazione. Sulla gomma da masticare sono rimasti “incollati” anche personaggi famosi. Romina Power, ma non è la sola, in un servizio tv sull’inaugurazione di una sua mostra, continuò a masticare gomma americana anche mentre rispondeva alle domande del giornalista, suscitando non poche critiche. C’è chi mastica tenendo la bocca aperta, chi lo fa mentre parla con qualcuno, chi la sputa, chi l’attacca sotto il banco di scuola.
Ma il problema più grave è un altro: il chewingum, se non si presta attenzione, diventa un pericoloso nemico dell’ambiente. Le gomme masticate, infatti, impiegano cinque anni per decomporsi e impiastrando marciapiedi, muri, monumenti, incorporano uno sporco di difficile rimozione. In Piazza Tienanmen, a Pechino, i soldati cinesi hanno dovuto staccarne uno ad uno 600 mila, mentre Singapore ne ha vietato l’uso (tranne che ai turisti) e l’Irlanda ha calcolato che il 28 per cento dell’immondizia che insozza le strade è proprio costituita da chewingum. Anche Londra ha fatto i suoi calcoli: oltre 300 mila chewingum finiscono sui marciapiedi della sola Oxford Street. E gli italiani? Come sempre, ci siamo attrezzati alla nostra maniera: mentre Cicciano, nel napoletano, è stato il primo comune in Italia a prevedere una multa fino a 200 euro per chi sporca con il chewingum, all’estero siamo famosi perché un’azienda tricolore è stata chiamata a ripulire dalle gomme la città di Valparaiso (Cile), dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, dove ci sarebbe una media di otto chewingum per ogni due metri quadrati di marciapiede. Ma non godiamo delle sciagure altrui: secondo uno studio, dei giovani italiani tra i 14 e i 21 anni, il 61 per cento getta la gomma da masticare per terra. La media europea è del 38 per cento.
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