Intervista al supercampione di Passaparola (da GENTE n. 10/2006)

di Antonio Murzio

«Mi aiuti, la prego: mi servono 2500 euro per evitare di essere sfrattato»; «Dottore, ho bisogno di 5000 euro, sa, ho subìto un intervento alla lingua»; «Mio figlio ha ricevuto la visita della Finanza e ora deve versare ventimila euro al Fisco per i cinque anni in cui non ha dichiarato il reddito, me li manda?». Ferdinando Sallustio sorride mentre snocciola il lungo elenco delle richieste che gli sono arrivate dopo il successo di “Passaparola”. E nella sua casa di Ostuni, dove qualche settimana fa la cicogna si è posata per la seconda volta, questa volta con in becco il fiocco rosa. Per la gioia di Ferdinando e quella di mamma Maria Dolores, è arrivata, infatti, Chiara Sophia, secondogenita di casa Sallustio dopo Antonio Francesco.
Il successo è una bestia strana: c’è chi per essersi mostrato in mutande in tv, ritiene di essere arrivato. E c’è chi, sempre in tv, ha dimostrato di possedere virtù molto più nobili ma ha scelto di mantenere un profilo basso. Ferdinando è uno di questi rari esempi: «Non penso di avere doti superiori rispetto ad altre persone», tiene subito a precisare il supercampione di “Passaparola”, subissato oltre che da richieste di aiuto economico anche da suppliche di raccomandazione di chi vorrebbe il suo quarto d’ora di celebrità in trasmissioni televisive, «sono solo una persona che cerca di sfruttare la più grande ricchezza che possediamo: il tempo. Io ho imparato da mia madre, che a 73 anni lavora ancora quindici ore al giorno nell’edicola-libreria di famiglia, che nello stesso tempo si possono fare bene più cose contemporaneamente. Basta sapersi organizzare».
Così Ferdinando spiega il segreto che gli ha consentito di sbarazzarsi della concorrenza nella trasmissione di Canale 5: «Ho realizzato un manuale con 6-7 mila domande su qualsiasi materia divise per lettera: è lì ad esempio che avevo studiato la famosa domanda per la quale Gerry Scotti scommise che sarebbe tornato scalzo a casa se avessi saputo rispondere». Per chi si fosse perso quella puntata, una delle 105 a cui Ferdinando ha partecipato, il bravo presentatore del quiz perse la scommessa e si sflò le scarpe in studio: dopotutto, non molti potevano sapere il nome di un sistema di antica scrittura Inca con la lettera “Q”. Ferdinando sì.
Il suo tempo Sallustio lo divide tra il lavoro in banca, la famiglia, l’edicola, la partecipazione attiva ad associazioni di volontariato, scrittura, lettura, teatro… e l’elenco potrebbe continuare con le ninnenanne che l’hanno reso subito simpatico al grande pubblico, scritte per il figlio e che ora, «per par condicio», scherza, «anche per la nuova arrivata».
L’unico ambito dal quale è esentato per «manifesta incapacità» sono le faccende domestiche: «Sono stato esautorato da mia moglie quando Antonio aveva tre mesi; provai a mettergli il pannolino ma non tenne proprio nel momento in cui doveva, quindi da allora…».
Maria Dolores ride di gusto. Si sono conosciuti dieci anni fa perché entrambi conducevano programmi in una radio privata di Ostuni. Galeotta fu la regia: «Conducevo ma non sapevo usare un mixer», svela Ferdinando,  «allora lei mi faceva da regista. La dichiarazione d’amore glielo ho fatta un sabato pomeriggio di Pasqua mentre andavamo a Messa: le ho dato un foglio con il testo di “Mi ritorni in mente” di Battisti con le parole cambiate, scritte da me. Nel ‘99 ci siamo sposati».
E con le ammiratrici, come la mettiamo? «Innanzitutto mia moglie si fida di me e pensa “tanto questo non se lo prende nessuno”», esplode in una sonora risata Ferdinando, che aggiunge: «e poi l’età media delle mie ammiratrici è sui 60-65 anni, tranne una che ha tenuto ad informarmi che sta per laurearsi con una tesi sulla letteratura erotica. Ma potrebbe anche essere una fuori corso… di lungo corso!».
Tra prima partecipazione al quiz e la sfida che l’ha incoronato supercampione, Ferdinando ha portato a casa 277.500 euro: «Sono serviti per estinguere il mutuo dell’acquisto di casa. Con la somma che non mi è stata ancora liquidata farò ristrutturare l’edicola dei miei. E naturalmente ho fatto della beneficenza, ma attraverso canali istituzionali». Ferdinando, infatti, è molto impegnato in alcune associazioni, come l’Aifo, l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau contro la lebbra, ma anche sul fronte del “Movimento per la vita”. Racconta: «Partecipo attivamente al progetto Gemma, che consiste in un aiuto economico alle donne che vorrebbero abortire esclusivamente per motivi di natura economica. Verso 160 euro al mese per diciotto mesi perché è un lasso di tempo in cui le cose potrebbero cambiare in meglio per la donna e la coppia. C’è una bambina, dei due che ho aiutato a nascere in questo modo, che oggi va all’asilo con nostro figlio», dice orgoglioso, ma senza presunzione. Perché lui, in realtà, vorrebbe che non si sapesse del suo impegno ma non per evitare scocciature («A una signora che mi ha telefonato in banca dicendomi che le servivano 200 euro per una visita dal professor Veronesi ho mandato un vaglia on line ma non ho ricevuto neppure un grazie»): «Preferisco non farlo sapere perché potrebbero pensare che queste cose io le racconti per vantarmene», dice arrossendo.
Fosse stato per lui, a “Passaparola” non ci sarebbe neppure arrivato: «Quando mi hanno chiamato per la preselezione regionale sono cascato dalle nuvole; la domanda l’aveva inviata infatti, a mia insaputa, mia moglie».
Presto Ferdinando lo rivedremo sugli schermi di Canale 5 ma non in un quiz. Ha prestato il suo volto per la pubblicità di un’associazione di volontariato a cui Mediaset ha concesso gratuitamente degli spazi. Anche la sua partecipazione è stata a titolo gratuito: «Sono un giornalista e non posso fare pubblicità, l’Ordine lo vieta ma in ogni caso non mi presterei mai», dice, dando una lezione di stile a colleghi molto più illustri. Il suo sogno era di fare il giornalista a tempo pieno. Ci ha rinunciato per restare vicino ai suoi: «Non ho mai voluto lasciare Ostuni; sono figlio unico e ho sempre aiutato i miei nella loro attività. Se so molte cose lo devo a loro perché ho sempre avuto la possibilità di leggere tanto e gratis. Ancora oggi tutte le sere vado a dare una mano per fare la resa dei giornali».
Una tappa obbligata che non gli impedisce (anche!) di scrivere per il teatro o di organizzare e moderare dibattiti. Ma la sua più grande ambizione ora è riuscire a portare Gerry Scotti in piazza ad Ostuni in giugno, per la prima puntata in esterni di Passaparola, in occasione di un premio che la città bianca tributerà al presentatore pavese.
Nel frattempo Ferdinando non si ferma: «Dopo i grandi discorsi della storia, mi piacerebbe scrivere il primo trattato italiano di tuttologia», confida. Ma senza lasciare il suo posto in banca. Dove arrivò cinquantunesimo ad un concorso per cinquanta posti e solo dopo venne ripescato.
Ma in cosa diavolo sarà consistito l’esame d’ammissione?


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